A 20 giorni dalla nascita della mia piccola Mila, colgo l’occasione di un’ora di tregua in cui la bimba dorme, nella fascia, per raccontarvi la nostra esperienza, mia, del mio compagno e della piccola peste urlante.
La piccola è venuta alla luce nell’ospedale di Villa Salus il 19 dicembre alle 18.05 dopo circa 20 ore di travaglio.
Volevo raccontare la mia esperienza per condividere cose positive e negative del mio percorso e dell’ospedale dove ho scelto di partorire.
Sono entrata in ospedale all’una di notte di domenica 18 Dicembre, con 9 giorni oltre la data presunta, dopo che già dalla tarda mattina avevo contrazioni, e nell’ultima mezz’ora si erano fatte molto forti e con cadenza regolare ogni 3 minuti.
In ospedale a Villa Salus ho trovato ad accogliermi Serena, un’ostetrica giovane che dopo avermi visitato mi ha detto che sarei potuta rimanere a casa qualche altra ora, poiché ero dilatata neanche 2 cm, però le contrazioni erano forti e molto vicine e quindi da brava primipara mi era parso il caso di andare in ospedale, considerato che a casa avevo già fatto bagno, doccia, rilassamento
Serena ha preso la mia cartella con gli esami e le mie richieste per parto e prime cure del neonato, e poi mi ha fatto accomodare nella sala travaglio con la vasca, a quell’ora di notte non vi era nessuno. Io e Diego, il mio compagno, ci siamo quindi sistemati lì e ho passato molto tempo tra lettino, poltrone, in piedi.
Fin da subito ho cercato di utilizzare le tecniche di respirazione che ho appreso durante i corsi, soprattutto il fatto di espirare cercando di aprire il più possibile la vagina, faceva in modo di ridurre il dolore dovuto ai prodromi. Il mio compagno è stato con me tutto il tempo, facendomi da infermiere, diciamo che non riuscivo a bere ne mangiare nulla e vomitavo tutto. Alla mattina si è avvicendata Giorgia, un’altra ostetrica giovane, lei mi ha seguito per tutta la mattina e anche parte del pomeriggio. In questa fase non sapevo che posizione assumere per alleviare il dolore. Nel foglio delle richieste relative a parto e cure del neonato che avevo presentato alla visita ostetrica della 39° settimana, avevo scritto che avrei voluto partorire in acqua, salvo imprevisti e/o contingenze, e in effetti devo dire che una volta in vasca dopo neanche mezz’ora sono voluta uscire, perché mi trovavo estremamente scomoda. Dalla vasca al letto posizione del gatto, dal letto alla palla, un enorme palla di caucciù che aiuta a dilatare la vagina e ad alleviare il dolore delle contrazioni, e poi in doccia e a carponi, etc. Verso le 14.00 di pomeriggio del 19, Lisa, un’ostetrica che sostituiva Giorgia temporaneamente, nel corso della visita mi ha rotto le acque, mi ha detto che è stato accidentale mentre cercava di sentire come era posizionata la testa della bimba. Da lì in poi le cose sono andate avanti sempre lentamente, avevo 6 cm di dilatazione.
Verso le 16 Giorgia ha concluso il turno e mi ha lasciato ad Antonella, un’ostetrica più anziana, un bel caschetto di capelli bianchi e gli occhiali sul naso, un’aria da sgamata.
Dalla saletta con la vasca siamo passati ad una delle sale travaglio con separé adiacenti alla sala parto. Nel frattempo è arrivata una donna che nel giro di 3 ore ha partorito, e io ricordo che pensavo che era profondamente ingiusto… che io dovessi soffrire così a lungo, mentre questa aveva già finito!:-)
Io e anche Diego eravamo distrutti, non dormivamo da oltre 30 ore, adesso capisco chi dice di dormire i giorni prima del parto, non è solo un modo ironico per dire che poi non si dorme più a causa dei pianti della bimba, ma è un modo per immagazzinare energie per il parto, che può essere lungo.
La mia bimba non era posizionata benissimo, aveva il visino in su, e bisognava farla girare. Ad un certo punto Antonella mi ha detto che c’erano due soluzioni: fare delle flebo di ossitocina per indurla a girarsi, in questo caso mi avrebbero fatto un’anestesia peridurale a livello dei lombari che sarebbe durata un’ora; la seconda opzione era di continuare così, con la probabilità alta di dover fare un cesareo.
Naturalmente optammo per la prima soluzione, ed infatti la bimba si è girata e da lì a mezz’ora è venuta alla luce.
La parte finale del parto è avvenuta in sala parto, dove eravamo praticamente in tre: io, Diego e l’ostetrica e un’infermiera che ogni tanto faceva capolino. Le luci non erano forti e non vi erano rumori. Mila è venuta alla luce e ha fatto appena un piccolo gridolino, l’ostetrica l’ha presa nel telo verde e me l’ha messa sul seno, siamo rimasti a bocca aperta, la bimba era bella, pulita e rilassata, ed era morbidissima. Mentre eravamo in adorazione, abbiamo aspettato che il cordone smettesse di pulsare e diventasse bianco, dopodiché l’ostetrica ha porto a Diego le forbici chiedendogli se voleva tagliarlo. Diego non si è potuto rifiutare, anche se poi ha detto che un po’ gli faceva impressione, se adesso gli chiedi, ironicamente dice che è stato come tagliare un filo elettrico (n.d.r. Diego fa l’elettricista ).
Ho chiesto all’ostetrica se già potevo attaccarla al seno, abbiamo provato, ma Mila era un po’ rintronata dalla venuta al mondo e per ora sembrava non avere un gran istinto di suzione, che gli è venuto nel giro di 20 minuti!!
L’ostetrica mi ha controllato lì sotto e ha detto che non c’era bisogno di punti per cui mi hanno caricato sulla sedia a rotelle e siamo andati al nido. Lì Mila è stata lavata, e qui devo dire che ho fatto svuotare la vasca per il bagnetto che traboccava di schiuma, perché tra le mie richieste c’era anche che non venissero usati detergenti per il primo bagnetto, il foglio delle richieste molto probabilmente è stato perso, anche se devo dire che al nido non tengono molto conto di quello che viene chiesto, ma vanno avanti secondo procedure. Mentre aspettavo che gli facessero il bagnetto, ho sbirciato un detergente che presumo fosse quello usato per preparare il bagnetto bocciato: petrolato e laureth sulphate erano tra i componenti!!
Dopo il bagnetto mi hanno messo nella saletta accanto e ho attaccato la piccola al seno.
Il parto, al di là del dolore, che non si può e non deve smettere perché è necessario (sembra incredibile ma la differenza fondamentale con altri tipi di dolore per me è stata questa), è stato un’esperienza bellissima, vedere la nostra bimba avvolta nel telo, mentre sbirciava per la prima volta il mondo è stato davvero impagabile e parlando con altre donne che hanno partorito altrove e alle quali è mancata questa cosa, mi sono resa conto di quanto sia grandioso questo primo sguardo.
Penso che se fossi stata in un’altra struttura probabilmente avrei partorito con cesareo, come è successo a mia mamma 37 anni fa, che ha avuta una storia di travaglio simile alla mia, ma erano altri anni.
Da lì ho passato 3 giorni in Villa Salus, e volevo segnalare alcune pecche e cose positive della struttura, a mio avviso.
Le pecche:
- i bimbi dovrebbero venir ritirati nel nido almeno al solo orario visite, perché le stanze sono da 3 persone e anche se tu non chiami nessuno che venga a trovarti (il che è praticamente impossibile soprattutto sotto Natale), le stanze si riempiono di gente che viene a vedere i bimbi fa foto con flash, ha vestiti che puzzano di fumo e di profumi forti e soprattutto non rispetta gli orari, e le infermiere non sono ligie a farli rispettare.
- Al nido se il bimbo piange gli danno il ciuccio con la glucosata, sebbene io avessi fatto presente che non volevo che le venisse dato (ma il mio foglio con le richieste si è perso …chissà). L’ho scoperto il giorno delle dimissioni, quando ho lasciato Mila al nido per andare a fare la visita ostetrica. Quando sono tornata l’ho trovata sul tavolo riscaldato con la ciuccia bianca in bocca e allora ho capito perché quando alla mattina venivano a prendere i bimbi per i controlli pediatrici, ce li riportavano tutti belli puliti e dormienti…e “drogati”…
- La martellante propaganda pro vaccinazioni dei pediatri del nido, soprattutto su quello antipolio, che a mio avviso proprio per questo vaccino non avrebbe più senso vaccinare
- Minimizzare i possibili problemi dovuti a dolore al seno da allattamento e alle possibili coliche del neonato. Tutte le mamme presenti si lamentavano attaccando al seno i loro bimbi, che famelici succhiano e mettono a dura prova anche i capezzoli delle secondipare!!Non vi è stata molta informazione su come gestire: ragadi, ingorghi mammari, cose che fortunatamente avevo appreso durante il corso di Nascere Meglio. Da parte mia Mila sta avendo le famigerate coliche gassose che colpiscono un neonato su quattro, e pare non vi sia rimedio, nemmeno controllando la mia dieta (le ho provate tutte), al nido negano l’esistenza di queste coliche…
- La diffidenza della Dott.ssa Varchetta alle domande relative al Methergyn, medicinale che mi è stato prescritto alla dimissione e che ha la funzione di far contrarre l’utero per velocizzare l’espulsione di residui di sangue; nel bugiardino è chiaramente detto che passa nel latte al neonato provocandogli spasmi del colon, e provoca una riduzione del latte materno, ma di questo non ero stata minimamente informata. Pare non vi siano alternative a questo medicinale, forse qualche cura omeopatica (?)
Le cose positive di Villa Salus
- Le ostetriche tutte, che fanno il loro lavoro con passione e hanno davvero tanta pazienza
- Le ragazze del nido pronte ad aiutarti con consigli sulla cura del neonato e sull’allattamento, allattare naturalmente è davvero una priorità in questa struttura
- La disponibilità dei pediatri a spiegare i vari esami. Alla fine abbiamo fatto fare tutti gli esami di routine e anche la somministrazione della vitamina K. Volevo segnalare che il prelievo sul tallone è davvero molto doloroso, non tanto per la puntura dell’ago, ma per il fatto che la puntura viene spremuta (si questo è l’aggettivo più appropriato) almeno 20 volte per far fuoriuscire il sangue da usare per un bel po’ di test. Quindi consiglierei a tutte le mamme di fare come me e di assistere al prelievo per poi consolare il loro piccolo.
Concludo il racconto della mia esperienza ringraziando le donne del Nascere Meglio.
Fare il corso al Nascere Meglio, mi ha dato una consapevolezza e una sicurezza che mi è stata di grandissimo aiuto soprattutto nelle fasi clou del pre e post parto. Le tecniche di respirazione imparate sono state fondamentali, ho usato tantissimo i vocalizzi per espirare, che riuscivano ad alleviare la tensione e a rendere l’espiro lungo tanto quanto la durata della contrazione.
Il corso è stato di grandissimo aiuto dal punto vista pratico, ma soprattutto psicologico. Aver frequentato un ambiente positivo che ti immerge in maniera non medicalizzata sulla nascita e sui suoi risvolti, informandoti in maniera coinvolta su cosa ci si può aspettare, è stato di notevole aiuto per infondere fiducia nelle mie capacità di donna e mamma. Per questo ringrazio Nadia, Marilena, Magda, Tania, Michela credo che il vostro lavoro sia davvero fondamentale, almeno lo è stato per me. Un grazie va anche a tutte le mamme che hanno fatto il corso insieme a me, lo scambio di pareri e il dialogo nel corso degli incontri è stata un’altra parte che mi è piaciuta tantissimo e che mi ha coinvolto fin da subito in questo mondo di genitorialità agli inizi.
Grazie
Laura, Diego e Mila
Commenti
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Cara Marilena, non so se il racconto della mia esperienza all’ospedale dell’Angelo possa essere ancora utile visto che è trascorso parecchio tempo, al limite sarà un modo per augurarti ed augurarvi un buon anno nuovo e ringraziarti ancora della disponibilità.
Faccio una premessa per contestualizzare la nascita di Carlo, avvenuta il 4 marzo 2011: Carlo è il nostro secondo figlio, come per il primo la mia gravidanza è stata complicata dal diabete gestazionale che però in questo caso è stato molto più forte del primo tanto che ho dovuto prendere insulina sin dal quarto mese di gestazione, con iperglicemie ma soprattutto ipoglicemie frequenti.
Per questo motivo la mia ginecologa, la dottoressa Castellan dell’Aied, mi ha indirizzato per il parto all’ospeale dell’Angelo, per le complicazioni che potevano sorgere per me ma soprattutto per Carlo. Per questo sono anche stata seguita mi pare dall’ottavo mese di gravidanza dall’ambulatorio gravidanze a rischio attivo nell’ospedale stesso.
Pietro, il nostro primogenito, è invece venuto alla luce all’ospedale di Villa Salus, il travaglio l’abbiamo fatto quasi tutto a casa dei miei genitori a Zelarino e il parto è avvenuto dopo neanche due ore dall’ingresso in ospedale. Dato questo precedente quindi, nonostante l’indicazione-imposizione dell’Angelo, ho cercato il più possibile di ottenere la possibilità di un parto naturale, anche quando la mia patologia faceva propendere per il cesareo a 38-39 settimane.
La dottoressa Francesca Neri che mi seguiva per l’ambulatorio gravidanze a rischio mi ha proposto di partecipare ad uno studio internazionale sul parto di donne con diabete gestazionale in cui un gruppo scelto a caso (random) veniva fatto partorire a 38 settimane ed un altro veniva monitorato ma lasciato proseguire fino a 41 settimane e tre giorni.
Diciamo che in modo pilotato (su mia pressione) sono stata inserita in questo secondo gruppo, e sono arrivata a 41 settimane ed 1 giorno, (erano un paio di settimane che nei controlli mi dicevano che Carlo sarebbe nato a breve, aveva la testina già ben abbassata verso il canale vaginale, mi era venuto via il tappo mucoso..). La mattina di venerdì 4 marzo mi hanno ricoverato per l’induzione al parto con il gel, c’è da dire che fino ad allora l’impressione che avevo avuto della sala parto durante i monitoraggi non era stata buona, il personale mi era sembrato più freddo e scortese e l’ambiente meno familiare che a Villa Salus, e avevo notato una certa disorganizzazione tra loro e l’ambulatorio gravidanze a rischio.
Anche quella mattina l’impressione è stata confermata, mi avevano fatto andare alle otto del mattino e alle dieci ero ancora in attesa di un letto in sala travaglio davanti alle macchinette del caffè, all'esterno della sala parto. Dopo aver minacciato il mio ritorno a casa mi hanno trovato finalmente un letto ed hanno permesso a mio marito di starmi accanto grazie all’intercessione della dott. Neri, cosa in genere negata alle altre partorienti nel pèeriodo dell'induzione al parto.
In una stanzetta singola sulle dieci e trenta mi hanno inserito il gel, per l’ora e mezza successiva non sembrava accadesse granchè, anche se qualche contrazione c’era. Il problema grosso era la glicemia che andava su ma soprattutto giù, tnto che abbiamo avuto, io e Carlo, una ipoglicemia. A quel punto mio marito mi monitorava la glicemia ogni quarto d’ora. Nonostante il ricovero ho fatto il travaglio tranquilla e sola con mio marito, le contrazioni erano diventate più ravvicinate e dolorose, ma non penso che il personale avesse capito che stavo per partorire. Alle due infatti, (io avevo mangiato tra una contrazione e l’altra), la dott. Neri è venuta a farmi un controllo ed ha trovato una dilatazione di sei centimetri, a quel punto si sono allertati e hanno deciso di rompermi il sacco. Da quel momento è immediatamente partita la fase espulsiva, volevano portarmi un sala parto m la testa del bimbo era già fuori e mio marito si è opposto. Alle due e 55 Carlo è nato, per fortuna in buona salute, 3,750 kg per 51 cm di peso, e rosso di capelli come il fratello.
La dott. Neri e l’ostetrica Francesca Casarin sono state gentili, preparate ed “umane”. Che il mio parto avesse messo tutti in allarme l’ho capito quando il primario è venuto a complimentarsi con me e con la dottoressa Neri.
A quel punto sono stata trasferita nl reparto maternità, e qui in prsonale è stato molto materno e gentile.
In sintesi se dovessi dare una mia opinione, professionalmente sono stata bene seguita sia a Villa Salus che all’Angelo dalle ostetriche che mi hanno aiutato a partorire, mentre per quanto riguarda i ginecologi posso parlare solo dell’Angelo perché a Villa Salus non ne ho avuto bisogno. Come struttura è certamente più pronta alle emergenze l’Angelo, ma l’ambiente è più accogliente a Villa Salus.
Per il reparto maternità invece ho trovato molto più gentile e disponibile il personale, e meglio organizzata e più intima la struttura (le stanze son da due persone con un separè). Anche lì c’è il rooming in, ma non è “imposto”, quando ho avuto bisogno di riposare un po’ di notte mi han tenuto Carlo senza farmi sentire in colpa per questo.
Grazie ancora per la disponibilità e per il vostro prezioso lavoro.
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Un saluto a tutti futuri genitori. . sono Elizabeth e sono diventata mamma per la seconda volta il 21 novembre 2011, volevo lasciare qui qualche riga sulla mia esperienza, ed essendo una nostalgica del diario e della vecchia carta e penna sarò molto diretta . .
Allora, è cominciato tutto la domenica mattina del 20 novembre. Ero a casa, e già da un giorno avevo qualche doloretto, ma non volevo illudermi, perchè già la settimana precedente ne avevo avuti e ovviamente non era successo niente. La mia data presunta era il 24 novembre quindi mi ero rassegnata a sforare e nel frattempo aspettavo. Poi durante la giornata le contrazioni sono aumentate, al pomeriggio avevo una cresima con cena, parenti ecc, pensavo se andare o no, e intanto cercavo di riposare. Mi sono fatta del tè e tra una contrazione l'altra stringevo i denti.
Alla sera i dolori si sono fatti più intensi, ma essendo il secondo bimbo, sapevo che la cosa sarebbe durata tanto, così ho deciso di andare a messa e poi a cena. Tanto che ho passato la serata stringendo di nascosto la mano di mio marito sotto il tavolo, finchè non è arrivata l'ora di andare a casa.
Durante il ritorno pensavo a chiamare i nonni per venire a tenere Isabel, la mia prima figlia e a prendere la borsa, ma continuavo anche a ripetermi che sarebbe mancato ancora tanto tempo, visto il primo travaglio. A casa ho letto, come ogni sera, un libro a mia figlia cercando di nasconderle i dolori che cominciavano a farsi più intensi e lunghi. Ormai erano più o meno le 10 di sera ed ero stanca, inutili i tentativi di dormire, diciamo che ho “sonnecchiatto”.
A l'una, la svolta. Le contrazioni erano di quelle belle toste, non riuscivo a stare distesa e quindi mi alzavo, ma neanche in piedi non mi sentivo bene, allora mi sono seduta per terra tenendomi al letto e dopo un'oretta ci siamo decisi, abbiamo chiamato i miei genitori, preso la borsa e siamo andati in ospedale. Arrivati al pronto soccorso, sono stata portata in reparto, mi hanno visitata e poi la scoperta di essere a 6 cm. Non immaginavo minimamente di essere a metà strada solo dopo qualche ora, ed ero contenta.
Entrata in sala travaglio, l’ostetrica mi ha messo il monitoraggio e pensavo solo a Mattia e alla strada che stava facendo per venire tra le mie braccia. Le contrazioni erano forti, mi ha aiutato molto la “A”, e le mamme, qui mi capiranno, dal momento che è un esercizio che si fa al corso per la preparazione al parto. Quando la contrazione raggiungeva, diciamo, il “picco” cominciavo a respirare piano e profondamente, cercando di buttare fuori l’aria, come se volessi lasciar andare fuori il dolore ed infatti mi ha aiutata moltissimo per tutte le altre ore. Alle 5 la sensazione di spingere era sempre più forte, ho chiamato l’ostetrica per capire a che punto eravamo, se sarebbe mancato poco o ancora molto. E proprio durante la visita si sono rotte le acque e da quel momento è stato tutto velocissimo. La corsa in sala parto, ma Mattia voleva nascere subito, in corridoio è uscita la testa, cercavo di aspettare di salire sul lettino, ma appena arrivati in sala è nato sulla sedia a rotelle mentre cercavo di tenermi in equilibrio. Infatti il clampaggio è stato effettuato praticamente subito, perché io non ero in una posizione comoda da poter aspettare e dal momento che in sala si sono trovate impreparate ad un parto in sedia, hanno dovuto sistemare velocemente la confusione che si era creata.
Mattia è nato alle 5:06 sano 50cm e 3175kg. Dopo averlo messo per un po’ sotto la lampada e dopo avermi dato qualche punto ci hanno portati in salta travaglio dove siamo rimasti soli per un’ora abbondante. Una volta nella nostra stanza le puericultrici hanno provveduto subito a venire a vedere come stava il bimbo a darmi consigli su come attaccarlo al seno. Dal momento che io ho avuto una ripresa molto veloce e Mattia stava bene, abbiamo deciso di tornare a casa in seconda giornata anziché in terza. Volevo raccontare questa mia esperienza per dare un punto di vista sull’ospedale Angelo di Mestre. Devo dire che mi sono trovata molto bene, e che gli anni e il cambiamento della struttura hanno portato molti cambiamenti positivi. Molta più attenzione alle mamme dopo la nascita, sia come aiuto psicologico, tanto che passava proprio la psicologa per vedere come stavo e sia come sostegno da parte delle puericultrici a chiedere se andava tutto bene o se volevamo lasciare i bimbi al nido per qualche oretta o ad aiutare con l’allattamento.
E molto bella è stata anche la dimissione, hanno radunato le famiglie che sarebbero tornate a casa e hanno dato una breve ma efficace spiegazione dei pro sull’allattamento al seno, il medico pediatra ci ha dato consigli e ci ha chiesto se avevamo domande, curiosità o preoccupazioni. Nel complesso un’attenzione molto attenta non solo verso i bambini ma anche a tutto il resto della famiglia.
Un saluto
Elizabeth
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ciao Marilena e Nadia,
anche a distanza di tempo ( la grande ha quasi nove anni, la piccola quasi due) non posso che continuare a ringraziarvi per tutto quello che avete insegnato a me, e per "osmosi" anche a mio marito e alle bimbe. Essermi affidata a voi per iniziare il mio percorso di maternità è stata una scelta così felice, e importante. La serenità che ci avete aiutato a trovare e che trovo ogni volta che seguo i vostri preziosi consigli è davvero impagabile. un grande abbraccio a voi e a tutte le fortunate mamme che decideranno di far "nascere meglio" i loro cuccioli!
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Le Vostre Esperienze
La nostra esperienza con Teresa
24.10.2010 00:00Teresa non dorme ancora granché; così con mesi di ritardo siamo qui a raccontarvi l'esperienza meravigliosa della sua nascita.
Il giorno 13 Agosto verso le 7,00 del mattino si è rotto il sacco e così con molta calma ci siamo avviati verso l'ospedale di Mirano dove siamo giunti verso le 10,30 circa, ovviamente mi hanno visitata per accertare l'effettiva rottura e mi hanno ricoverata.. le previsioni del medico sono state: " signora si riposi, ci possono volere dalle 24 alle 48 ore...".
E chi voleva attendere tanto? Con Luca decidemmo di accelerare un po' le cose camminando e facendo alcuni esercizi con il bacino; in effetti, così facendo, già verso le 14 iniziarono le contrazioni seppur irregolari.
Alle 16 iniziò il travaglio e alle 17,44 nacque Teresa Adele.
Le ostetriche dell'ospedale miranese – in particolare Irene – mi hanno permesso di gestire come meglio credevo quei momenti – applicando i suggerimenti ricevuti al corso – e così il parto fu una ottima esperienza.
Al contrario, il rapporto con il nido e la pediatria è stata pessimo; nessuna indicazione sull'allattamento, più insistevo nel chiedere meno ottenevo risposta, pediatre che mi apostrofavano in un colloquio privato avvenuto a mezzanotte per aver chiesto di non dare latte in polvere a mia figlia e di non usare il ciuccio; integrazione data contro la nostra volontà (scoperta solo all'atto della dimissione).
Teresa è stata ricoverata pochi giorni dopo l'uscita dell'ospedale per l'ittero; per curarla mi hanno impedito di allattare al seno. Ciò e l'atteggiamento del nido e della pediatria mi hanno causato una estrema riduzione della produzione del latte e l'assuefazione di Teresa al biberon.
Solamente con estrema pazienza e grazie soprattutto ai consigli di Marilena, Tania e di Magda sono riuscita a riprendermi e a giungere dopo un mese e 10 giorni ad allattare Teresa al seno, senza neppure l'ausilio dei paracapezzoli che al nido di Mirano mi avevano imposto perché- a loro dire- il mio seno non sarebbe stato idoneo.
Non posso dunque che esprimere un parere negativo sul nido e sulla pediatria del nosocomio miranese.
Un abbraccio a tutte,
Valeria con Luca e Teresa Adele