A 20 giorni dalla nascita della mia piccola Mila, colgo l’occasione di un’ora di tregua in cui la bimba dorme, nella fascia, per raccontarvi la nostra esperienza, mia, del mio compagno e della piccola peste urlante.
La piccola è venuta alla luce nell’ospedale di Villa Salus il 19 dicembre alle 18.05 dopo circa 20 ore di travaglio.
Volevo raccontare la mia esperienza per condividere cose positive e negative del mio percorso e dell’ospedale dove ho scelto di partorire.
Sono entrata in ospedale all’una di notte di domenica 18 Dicembre, con 9 giorni oltre la data presunta, dopo che già dalla tarda mattina avevo contrazioni, e nell’ultima mezz’ora si erano fatte molto forti e con cadenza regolare ogni 3 minuti.
In ospedale a Villa Salus ho trovato ad accogliermi Serena, un’ostetrica giovane che dopo avermi visitato mi ha detto che sarei potuta rimanere a casa qualche altra ora, poiché ero dilatata neanche 2 cm, però le contrazioni erano forti e molto vicine e quindi da brava primipara mi era parso il caso di andare in ospedale, considerato che a casa avevo già fatto bagno, doccia, rilassamento
Serena ha preso la mia cartella con gli esami e le mie richieste per parto e prime cure del neonato, e poi mi ha fatto accomodare nella sala travaglio con la vasca, a quell’ora di notte non vi era nessuno. Io e Diego, il mio compagno, ci siamo quindi sistemati lì e ho passato molto tempo tra lettino, poltrone, in piedi.
Fin da subito ho cercato di utilizzare le tecniche di respirazione che ho appreso durante i corsi, soprattutto il fatto di espirare cercando di aprire il più possibile la vagina, faceva in modo di ridurre il dolore dovuto ai prodromi. Il mio compagno è stato con me tutto il tempo, facendomi da infermiere, diciamo che non riuscivo a bere ne mangiare nulla e vomitavo tutto. Alla mattina si è avvicendata Giorgia, un’altra ostetrica giovane, lei mi ha seguito per tutta la mattina e anche parte del pomeriggio. In questa fase non sapevo che posizione assumere per alleviare il dolore. Nel foglio delle richieste relative a parto e cure del neonato che avevo presentato alla visita ostetrica della 39° settimana, avevo scritto che avrei voluto partorire in acqua, salvo imprevisti e/o contingenze, e in effetti devo dire che una volta in vasca dopo neanche mezz’ora sono voluta uscire, perché mi trovavo estremamente scomoda. Dalla vasca al letto posizione del gatto, dal letto alla palla, un enorme palla di caucciù che aiuta a dilatare la vagina e ad alleviare il dolore delle contrazioni, e poi in doccia e a carponi, etc. Verso le 14.00 di pomeriggio del 19, Lisa, un’ostetrica che sostituiva Giorgia temporaneamente, nel corso della visita mi ha rotto le acque, mi ha detto che è stato accidentale mentre cercava di sentire come era posizionata la testa della bimba. Da lì in poi le cose sono andate avanti sempre lentamente, avevo 6 cm di dilatazione.
Verso le 16 Giorgia ha concluso il turno e mi ha lasciato ad Antonella, un’ostetrica più anziana, un bel caschetto di capelli bianchi e gli occhiali sul naso, un’aria da sgamata.
Dalla saletta con la vasca siamo passati ad una delle sale travaglio con separé adiacenti alla sala parto. Nel frattempo è arrivata una donna che nel giro di 3 ore ha partorito, e io ricordo che pensavo che era profondamente ingiusto… che io dovessi soffrire così a lungo, mentre questa aveva già finito!:-)
Io e anche Diego eravamo distrutti, non dormivamo da oltre 30 ore, adesso capisco chi dice di dormire i giorni prima del parto, non è solo un modo ironico per dire che poi non si dorme più a causa dei pianti della bimba, ma è un modo per immagazzinare energie per il parto, che può essere lungo.
La mia bimba non era posizionata benissimo, aveva il visino in su, e bisognava farla girare. Ad un certo punto Antonella mi ha detto che c’erano due soluzioni: fare delle flebo di ossitocina per indurla a girarsi, in questo caso mi avrebbero fatto un’anestesia peridurale a livello dei lombari che sarebbe durata un’ora; la seconda opzione era di continuare così, con la probabilità alta di dover fare un cesareo.
Naturalmente optammo per la prima soluzione, ed infatti la bimba si è girata e da lì a mezz’ora è venuta alla luce.
La parte finale del parto è avvenuta in sala parto, dove eravamo praticamente in tre: io, Diego e l’ostetrica e un’infermiera che ogni tanto faceva capolino. Le luci non erano forti e non vi erano rumori. Mila è venuta alla luce e ha fatto appena un piccolo gridolino, l’ostetrica l’ha presa nel telo verde e me l’ha messa sul seno, siamo rimasti a bocca aperta, la bimba era bella, pulita e rilassata, ed era morbidissima. Mentre eravamo in adorazione, abbiamo aspettato che il cordone smettesse di pulsare e diventasse bianco, dopodiché l’ostetrica ha porto a Diego le forbici chiedendogli se voleva tagliarlo. Diego non si è potuto rifiutare, anche se poi ha detto che un po’ gli faceva impressione, se adesso gli chiedi, ironicamente dice che è stato come tagliare un filo elettrico (n.d.r. Diego fa l’elettricista ).
Ho chiesto all’ostetrica se già potevo attaccarla al seno, abbiamo provato, ma Mila era un po’ rintronata dalla venuta al mondo e per ora sembrava non avere un gran istinto di suzione, che gli è venuto nel giro di 20 minuti!!
L’ostetrica mi ha controllato lì sotto e ha detto che non c’era bisogno di punti per cui mi hanno caricato sulla sedia a rotelle e siamo andati al nido. Lì Mila è stata lavata, e qui devo dire che ho fatto svuotare la vasca per il bagnetto che traboccava di schiuma, perché tra le mie richieste c’era anche che non venissero usati detergenti per il primo bagnetto, il foglio delle richieste molto probabilmente è stato perso, anche se devo dire che al nido non tengono molto conto di quello che viene chiesto, ma vanno avanti secondo procedure. Mentre aspettavo che gli facessero il bagnetto, ho sbirciato un detergente che presumo fosse quello usato per preparare il bagnetto bocciato: petrolato e laureth sulphate erano tra i componenti!!
Dopo il bagnetto mi hanno messo nella saletta accanto e ho attaccato la piccola al seno.
Il parto, al di là del dolore, che non si può e non deve smettere perché è necessario (sembra incredibile ma la differenza fondamentale con altri tipi di dolore per me è stata questa), è stato un’esperienza bellissima, vedere la nostra bimba avvolta nel telo, mentre sbirciava per la prima volta il mondo è stato davvero impagabile e parlando con altre donne che hanno partorito altrove e alle quali è mancata questa cosa, mi sono resa conto di quanto sia grandioso questo primo sguardo.
Penso che se fossi stata in un’altra struttura probabilmente avrei partorito con cesareo, come è successo a mia mamma 37 anni fa, che ha avuta una storia di travaglio simile alla mia, ma erano altri anni.
Da lì ho passato 3 giorni in Villa Salus, e volevo segnalare alcune pecche e cose positive della struttura, a mio avviso.
Le pecche:
- i bimbi dovrebbero venir ritirati nel nido almeno al solo orario visite, perché le stanze sono da 3 persone e anche se tu non chiami nessuno che venga a trovarti (il che è praticamente impossibile soprattutto sotto Natale), le stanze si riempiono di gente che viene a vedere i bimbi fa foto con flash, ha vestiti che puzzano di fumo e di profumi forti e soprattutto non rispetta gli orari, e le infermiere non sono ligie a farli rispettare.
- Al nido se il bimbo piange gli danno il ciuccio con la glucosata, sebbene io avessi fatto presente che non volevo che le venisse dato (ma il mio foglio con le richieste si è perso …chissà). L’ho scoperto il giorno delle dimissioni, quando ho lasciato Mila al nido per andare a fare la visita ostetrica. Quando sono tornata l’ho trovata sul tavolo riscaldato con la ciuccia bianca in bocca e allora ho capito perché quando alla mattina venivano a prendere i bimbi per i controlli pediatrici, ce li riportavano tutti belli puliti e dormienti…e “drogati”…
- La martellante propaganda pro vaccinazioni dei pediatri del nido, soprattutto su quello antipolio, che a mio avviso proprio per questo vaccino non avrebbe più senso vaccinare
- Minimizzare i possibili problemi dovuti a dolore al seno da allattamento e alle possibili coliche del neonato. Tutte le mamme presenti si lamentavano attaccando al seno i loro bimbi, che famelici succhiano e mettono a dura prova anche i capezzoli delle secondipare!!Non vi è stata molta informazione su come gestire: ragadi, ingorghi mammari, cose che fortunatamente avevo appreso durante il corso di Nascere Meglio. Da parte mia Mila sta avendo le famigerate coliche gassose che colpiscono un neonato su quattro, e pare non vi sia rimedio, nemmeno controllando la mia dieta (le ho provate tutte), al nido negano l’esistenza di queste coliche…
- La diffidenza della Dott.ssa Varchetta alle domande relative al Methergyn, medicinale che mi è stato prescritto alla dimissione e che ha la funzione di far contrarre l’utero per velocizzare l’espulsione di residui di sangue; nel bugiardino è chiaramente detto che passa nel latte al neonato provocandogli spasmi del colon, e provoca una riduzione del latte materno, ma di questo non ero stata minimamente informata. Pare non vi siano alternative a questo medicinale, forse qualche cura omeopatica (?)
Le cose positive di Villa Salus
- Le ostetriche tutte, che fanno il loro lavoro con passione e hanno davvero tanta pazienza
- Le ragazze del nido pronte ad aiutarti con consigli sulla cura del neonato e sull’allattamento, allattare naturalmente è davvero una priorità in questa struttura
- La disponibilità dei pediatri a spiegare i vari esami. Alla fine abbiamo fatto fare tutti gli esami di routine e anche la somministrazione della vitamina K. Volevo segnalare che il prelievo sul tallone è davvero molto doloroso, non tanto per la puntura dell’ago, ma per il fatto che la puntura viene spremuta (si questo è l’aggettivo più appropriato) almeno 20 volte per far fuoriuscire il sangue da usare per un bel po’ di test. Quindi consiglierei a tutte le mamme di fare come me e di assistere al prelievo per poi consolare il loro piccolo.
Concludo il racconto della mia esperienza ringraziando le donne del Nascere Meglio.
Fare il corso al Nascere Meglio, mi ha dato una consapevolezza e una sicurezza che mi è stata di grandissimo aiuto soprattutto nelle fasi clou del pre e post parto. Le tecniche di respirazione imparate sono state fondamentali, ho usato tantissimo i vocalizzi per espirare, che riuscivano ad alleviare la tensione e a rendere l’espiro lungo tanto quanto la durata della contrazione.
Il corso è stato di grandissimo aiuto dal punto vista pratico, ma soprattutto psicologico. Aver frequentato un ambiente positivo che ti immerge in maniera non medicalizzata sulla nascita e sui suoi risvolti, informandoti in maniera coinvolta su cosa ci si può aspettare, è stato di notevole aiuto per infondere fiducia nelle mie capacità di donna e mamma. Per questo ringrazio Nadia, Marilena, Magda, Tania, Michela credo che il vostro lavoro sia davvero fondamentale, almeno lo è stato per me. Un grazie va anche a tutte le mamme che hanno fatto il corso insieme a me, lo scambio di pareri e il dialogo nel corso degli incontri è stata un’altra parte che mi è piaciuta tantissimo e che mi ha coinvolto fin da subito in questo mondo di genitorialità agli inizi.
Grazie
Laura, Diego e Mila
Commenti
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Cara Marilena, non so se il racconto della mia esperienza all’ospedale dell’Angelo possa essere ancora utile visto che è trascorso parecchio tempo, al limite sarà un modo per augurarti ed augurarvi un buon anno nuovo e ringraziarti ancora della disponibilità.
Faccio una premessa per contestualizzare la nascita di Carlo, avvenuta il 4 marzo 2011: Carlo è il nostro secondo figlio, come per il primo la mia gravidanza è stata complicata dal diabete gestazionale che però in questo caso è stato molto più forte del primo tanto che ho dovuto prendere insulina sin dal quarto mese di gestazione, con iperglicemie ma soprattutto ipoglicemie frequenti.
Per questo motivo la mia ginecologa, la dottoressa Castellan dell’Aied, mi ha indirizzato per il parto all’ospeale dell’Angelo, per le complicazioni che potevano sorgere per me ma soprattutto per Carlo. Per questo sono anche stata seguita mi pare dall’ottavo mese di gravidanza dall’ambulatorio gravidanze a rischio attivo nell’ospedale stesso.
Pietro, il nostro primogenito, è invece venuto alla luce all’ospedale di Villa Salus, il travaglio l’abbiamo fatto quasi tutto a casa dei miei genitori a Zelarino e il parto è avvenuto dopo neanche due ore dall’ingresso in ospedale. Dato questo precedente quindi, nonostante l’indicazione-imposizione dell’Angelo, ho cercato il più possibile di ottenere la possibilità di un parto naturale, anche quando la mia patologia faceva propendere per il cesareo a 38-39 settimane.
La dottoressa Francesca Neri che mi seguiva per l’ambulatorio gravidanze a rischio mi ha proposto di partecipare ad uno studio internazionale sul parto di donne con diabete gestazionale in cui un gruppo scelto a caso (random) veniva fatto partorire a 38 settimane ed un altro veniva monitorato ma lasciato proseguire fino a 41 settimane e tre giorni.
Diciamo che in modo pilotato (su mia pressione) sono stata inserita in questo secondo gruppo, e sono arrivata a 41 settimane ed 1 giorno, (erano un paio di settimane che nei controlli mi dicevano che Carlo sarebbe nato a breve, aveva la testina già ben abbassata verso il canale vaginale, mi era venuto via il tappo mucoso..). La mattina di venerdì 4 marzo mi hanno ricoverato per l’induzione al parto con il gel, c’è da dire che fino ad allora l’impressione che avevo avuto della sala parto durante i monitoraggi non era stata buona, il personale mi era sembrato più freddo e scortese e l’ambiente meno familiare che a Villa Salus, e avevo notato una certa disorganizzazione tra loro e l’ambulatorio gravidanze a rischio.
Anche quella mattina l’impressione è stata confermata, mi avevano fatto andare alle otto del mattino e alle dieci ero ancora in attesa di un letto in sala travaglio davanti alle macchinette del caffè, all'esterno della sala parto. Dopo aver minacciato il mio ritorno a casa mi hanno trovato finalmente un letto ed hanno permesso a mio marito di starmi accanto grazie all’intercessione della dott. Neri, cosa in genere negata alle altre partorienti nel pèeriodo dell'induzione al parto.
In una stanzetta singola sulle dieci e trenta mi hanno inserito il gel, per l’ora e mezza successiva non sembrava accadesse granchè, anche se qualche contrazione c’era. Il problema grosso era la glicemia che andava su ma soprattutto giù, tnto che abbiamo avuto, io e Carlo, una ipoglicemia. A quel punto mio marito mi monitorava la glicemia ogni quarto d’ora. Nonostante il ricovero ho fatto il travaglio tranquilla e sola con mio marito, le contrazioni erano diventate più ravvicinate e dolorose, ma non penso che il personale avesse capito che stavo per partorire. Alle due infatti, (io avevo mangiato tra una contrazione e l’altra), la dott. Neri è venuta a farmi un controllo ed ha trovato una dilatazione di sei centimetri, a quel punto si sono allertati e hanno deciso di rompermi il sacco. Da quel momento è immediatamente partita la fase espulsiva, volevano portarmi un sala parto m la testa del bimbo era già fuori e mio marito si è opposto. Alle due e 55 Carlo è nato, per fortuna in buona salute, 3,750 kg per 51 cm di peso, e rosso di capelli come il fratello.
La dott. Neri e l’ostetrica Francesca Casarin sono state gentili, preparate ed “umane”. Che il mio parto avesse messo tutti in allarme l’ho capito quando il primario è venuto a complimentarsi con me e con la dottoressa Neri.
A quel punto sono stata trasferita nl reparto maternità, e qui in prsonale è stato molto materno e gentile.
In sintesi se dovessi dare una mia opinione, professionalmente sono stata bene seguita sia a Villa Salus che all’Angelo dalle ostetriche che mi hanno aiutato a partorire, mentre per quanto riguarda i ginecologi posso parlare solo dell’Angelo perché a Villa Salus non ne ho avuto bisogno. Come struttura è certamente più pronta alle emergenze l’Angelo, ma l’ambiente è più accogliente a Villa Salus.
Per il reparto maternità invece ho trovato molto più gentile e disponibile il personale, e meglio organizzata e più intima la struttura (le stanze son da due persone con un separè). Anche lì c’è il rooming in, ma non è “imposto”, quando ho avuto bisogno di riposare un po’ di notte mi han tenuto Carlo senza farmi sentire in colpa per questo.
Grazie ancora per la disponibilità e per il vostro prezioso lavoro.
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Un saluto a tutti futuri genitori. . sono Elizabeth e sono diventata mamma per la seconda volta il 21 novembre 2011, volevo lasciare qui qualche riga sulla mia esperienza, ed essendo una nostalgica del diario e della vecchia carta e penna sarò molto diretta . .
Allora, è cominciato tutto la domenica mattina del 20 novembre. Ero a casa, e già da un giorno avevo qualche doloretto, ma non volevo illudermi, perchè già la settimana precedente ne avevo avuti e ovviamente non era successo niente. La mia data presunta era il 24 novembre quindi mi ero rassegnata a sforare e nel frattempo aspettavo. Poi durante la giornata le contrazioni sono aumentate, al pomeriggio avevo una cresima con cena, parenti ecc, pensavo se andare o no, e intanto cercavo di riposare. Mi sono fatta del tè e tra una contrazione l'altra stringevo i denti.
Alla sera i dolori si sono fatti più intensi, ma essendo il secondo bimbo, sapevo che la cosa sarebbe durata tanto, così ho deciso di andare a messa e poi a cena. Tanto che ho passato la serata stringendo di nascosto la mano di mio marito sotto il tavolo, finchè non è arrivata l'ora di andare a casa.
Durante il ritorno pensavo a chiamare i nonni per venire a tenere Isabel, la mia prima figlia e a prendere la borsa, ma continuavo anche a ripetermi che sarebbe mancato ancora tanto tempo, visto il primo travaglio. A casa ho letto, come ogni sera, un libro a mia figlia cercando di nasconderle i dolori che cominciavano a farsi più intensi e lunghi. Ormai erano più o meno le 10 di sera ed ero stanca, inutili i tentativi di dormire, diciamo che ho “sonnecchiatto”.
A l'una, la svolta. Le contrazioni erano di quelle belle toste, non riuscivo a stare distesa e quindi mi alzavo, ma neanche in piedi non mi sentivo bene, allora mi sono seduta per terra tenendomi al letto e dopo un'oretta ci siamo decisi, abbiamo chiamato i miei genitori, preso la borsa e siamo andati in ospedale. Arrivati al pronto soccorso, sono stata portata in reparto, mi hanno visitata e poi la scoperta di essere a 6 cm. Non immaginavo minimamente di essere a metà strada solo dopo qualche ora, ed ero contenta.
Entrata in sala travaglio, l’ostetrica mi ha messo il monitoraggio e pensavo solo a Mattia e alla strada che stava facendo per venire tra le mie braccia. Le contrazioni erano forti, mi ha aiutato molto la “A”, e le mamme, qui mi capiranno, dal momento che è un esercizio che si fa al corso per la preparazione al parto. Quando la contrazione raggiungeva, diciamo, il “picco” cominciavo a respirare piano e profondamente, cercando di buttare fuori l’aria, come se volessi lasciar andare fuori il dolore ed infatti mi ha aiutata moltissimo per tutte le altre ore. Alle 5 la sensazione di spingere era sempre più forte, ho chiamato l’ostetrica per capire a che punto eravamo, se sarebbe mancato poco o ancora molto. E proprio durante la visita si sono rotte le acque e da quel momento è stato tutto velocissimo. La corsa in sala parto, ma Mattia voleva nascere subito, in corridoio è uscita la testa, cercavo di aspettare di salire sul lettino, ma appena arrivati in sala è nato sulla sedia a rotelle mentre cercavo di tenermi in equilibrio. Infatti il clampaggio è stato effettuato praticamente subito, perché io non ero in una posizione comoda da poter aspettare e dal momento che in sala si sono trovate impreparate ad un parto in sedia, hanno dovuto sistemare velocemente la confusione che si era creata.
Mattia è nato alle 5:06 sano 50cm e 3175kg. Dopo averlo messo per un po’ sotto la lampada e dopo avermi dato qualche punto ci hanno portati in salta travaglio dove siamo rimasti soli per un’ora abbondante. Una volta nella nostra stanza le puericultrici hanno provveduto subito a venire a vedere come stava il bimbo a darmi consigli su come attaccarlo al seno. Dal momento che io ho avuto una ripresa molto veloce e Mattia stava bene, abbiamo deciso di tornare a casa in seconda giornata anziché in terza. Volevo raccontare questa mia esperienza per dare un punto di vista sull’ospedale Angelo di Mestre. Devo dire che mi sono trovata molto bene, e che gli anni e il cambiamento della struttura hanno portato molti cambiamenti positivi. Molta più attenzione alle mamme dopo la nascita, sia come aiuto psicologico, tanto che passava proprio la psicologa per vedere come stavo e sia come sostegno da parte delle puericultrici a chiedere se andava tutto bene o se volevamo lasciare i bimbi al nido per qualche oretta o ad aiutare con l’allattamento.
E molto bella è stata anche la dimissione, hanno radunato le famiglie che sarebbero tornate a casa e hanno dato una breve ma efficace spiegazione dei pro sull’allattamento al seno, il medico pediatra ci ha dato consigli e ci ha chiesto se avevamo domande, curiosità o preoccupazioni. Nel complesso un’attenzione molto attenta non solo verso i bambini ma anche a tutto il resto della famiglia.
Un saluto
Elizabeth
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ciao Marilena e Nadia,
anche a distanza di tempo ( la grande ha quasi nove anni, la piccola quasi due) non posso che continuare a ringraziarvi per tutto quello che avete insegnato a me, e per "osmosi" anche a mio marito e alle bimbe. Essermi affidata a voi per iniziare il mio percorso di maternità è stata una scelta così felice, e importante. La serenità che ci avete aiutato a trovare e che trovo ogni volta che seguo i vostri preziosi consigli è davvero impagabile. un grande abbraccio a voi e a tutte le fortunate mamme che decideranno di far "nascere meglio" i loro cuccioli!
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Le Vostre Esperienze
Il latte guarisce tutto...
27.04.2011 08:25Ora so. So che un figlio è l'esperienza più piena e sconvolgente nella vita di una donna... I nostri figli sono parte di noi: in un attimo letteralmente "sgusciano" via da noi, per essere qualcuno di diverso, eppure così intimamente legato, per sempre, al nostro ventre...il cordone viene reciso ma resta la certezza che non lo sarà mai fino in fondo...
Nutriti da noi e di noi… Il latte rimargina tutto. Ogni dolore, ogni sofferenza.
NON C’È MADRE CHE NON POSSA PROVARE L’EMOZIONE DI ALLATTARE IL PROPRIO CUCCIOLO AL SENO. Questo è un messaggio di coraggio a tutte le mamme che vogliono provarci, nonostante tutto e tutti, come me.
Vi sentirete chiedere (lo facevo anche io da profana, prima di provare sulla mia pelle….): “Hai latte?”
Vi sentirete dire che non vale la pena darsi tanto da fare per “far venire il latte”, perché “o viene subito o vuol dire che non se ne ha” oppure: “Gliene do poco (magari ne hanno più di 50 a seno?!?) poi mi tocca dargli l’aggiunta perché… non gli basta!”; ancora: “Hai le ragadi? Hai un ingorgo? Hai la mastite? Prendi l’antibiotico che sicuramente ti passa”.
Vi sentirete dire, da chi ha dato il biberon e vuole consolarvi: “...tanto cresce lo stesso!!”.
E quando allatti al seno? Preparatevi. Vi diranno: “Guai se prende il vizio del seno…se ti si addormenta mentre mangia è la fine”. Oppure: “Ne hai abbastanza?” o peggio ancora: “Il tuo latte è nutriente?”
Ma è proprio vero che non c'è, o meglio si è drammaticamente persa, la cultura dell'allattamento al seno...lo si vede con un vizio quando ci si dimentica che siamo nulla più che dei MAMMIFERI!!
Certo che cresce lo stesso…non è questo il punto.
Il “come”, però, è un altro paia di maniche. Ed è del “come” che noi dobbiamo preoccuparci.
Il legame che si crea fra mamma e piccolo … è un altro mondo.
Il suo sorriso quando si stacca da te, dopo aver mangiato ancora una volta parte di te, è una soddisfazione che un biberon non può offrire.
Le sue manine che ti accarezzano come fossi la cosa più preziosa al mondo, non hanno paragoni.
La sua testina che cerca il suo nutrimento, la sua fonte di vita e sicurezza, la sua fonte di coccole e fiducia nel mondo, semplicemente seguendo il tuo profumo, il profumo di mamma…
Il mio piccolo Edoardo ha 5 mesi.
E dopo un mese e mezzo di vicissitudini, perché inizialmente mal informata o consigliata, ora lo allatto al seno esclusivamente. Senza la famigerata aggiunta.
Ho già scritto in questo spazio per raccontare la nostra storia, che brevemente riassumo (ed integro!) per farvi capire che SE VOLETE POTETE ALLATTARE, anche se le condizioni sono tutte a voi avverse. A me lo sono state.
Al 3° giorno mi è venuta la montata lattea ma mi si è creato un ingorgo dolorosissimo, per il quale gli impacchi non servivano a nulla, Edoardo non riusciva più ad attaccarsi perché era piccolo ed il seno di marmo. In ospedale mi hanno fatto due punture di ossitocina, ma una volta tornata a casa mi è ritornato il dolore lancinante al seno. Da piangere. Il ginecologo mi aveva prescritto una settimana di zimox … senza domandarmi se allattavo, senza pensare che una donna in quarantena è già di per sé debilitata, senza pensare ad una alternativa che non sia l’antibiotico.
Per fortuna ho trovato Marilena.
Grazie ai suoi preziosissimi consigli, attaccando il mio piccolo sempre ad ogni occasione (e non ogni tot ore come mi dicevano in ospedale…), eventualmente tenendo in riserva il marito perché lo facesse lui, se il piccolo non avesse attaccato a sufficienza da sgonfiarmi l’ingorgo (lo avevo messo in panchina ;) ), grazie ad un omeopatico e ad alcuni impacchi e spremiture del seno, il mio ingorgo è letteralmente sparito.
Ma la produzione di latte era rimasta ferma a 10. Talché integravo col latte in polvere.
UN “DIECI” DI PREZIOSISSIMO LATTE MATERNO CUI NON AVREI RINUNCIATO PER NULLA AL MONDO.
Tutti a dirti: “non filarci dietro…chi te lo fa fare…con 10 dove vai? – ed il famigerato – Ma sì…cresce lo stesso…”.
Figurarsi che una volta l'ho pesato prima e dopo averlo attaccato per un'ora e mezza....ed era addirittura DIMAGRITO dallo sforzo!!! Di-ma-gri-to!!
Mi sono tappata le orecchie anche grazie alla mia mamma, mio marito e ad alcune amiche che mi supportavano e sopportavano (grazie Cesca!), e son andata avanti.
Lo attaccavo sempre, a richiesta ed oltre perché la cosa mi ha aiutato tantissimo anche con le coliche.
Mi tirava il seno come fosse un chewing gum – che dolor!! – quando aveva mal di pancia, ma si placava.
Ho fatto un po’ da me, ma con lui ha funzionato.
Da 10 sono passata 20…poi a 30..poi a 40…ma ci son volute settimane, un mese e mezzo per l’esattezza.
Anche grazie ad un omeopatico (FITOX 54 della OTI) ho fatto un vero e proprio balzo ed ora sono 3 mesi abbondanti che lo allatto esclusivamente al seno. E non ho intenzione di smettere così presto.
Ma non mi sono fatta mancar niente…
Attaccandosi, il mio piccolo campione mi ha procurato delle ragadi mostruose che mi hanno devastato. Quando si attaccava, facevo un grosso respiro quasi a prepararmi, dopo di che il respiro mi si bloccava, mi si indolenziva il braccio per 30 secondi e più, il dolore passava alla schiena. Credevo di morire. Ero tutta rigida. E questo per entrambi i seni. Da piangere.
Ovviamente anche lì, il consiglio del medico è stato: antibiotico. Ma non l’ho preso.
Il medico, anche in tal caso non ti chiede se allatti, non pensa ad una alternativa, non sa che IL LATTE NOSTRO RIMARGINA OGNI FERITA, anche quello delle ragadi: talché lasciato sul capezzolo mi ha guarito più che mille creme!! Il latte rimargina tutto. Ogni dolore, ogni sofferenza.
Prima di conoscere il mio piccolo avevo mille teorie.
Mi mancava la pratica.
E la pratica, con lui, ha scardinato le mie mille teorie.
Su tutto.
Mi faccio ancora scrupolo a fare la "maestrina ", è un ruolo che non mi si addice: penso sempre che accanto a mamme che non hanno allattato per loro scelta personale (o perché si sono convinte che "tanto cresce lo stesso" o perché non ci hanno provato davvero), vi sono mamme che effettivamente sono state mal informate: in tal caso, non vorrei farle sentire in colpa, per non avere avuto dei buoni consiglieri. Capisco ora che una mamma si sente in colpa per molto meno e non vorrei innescare, proprio io, tale subdolo meccanismo.
Ma perché IO mi faccio scrupolo a dare le informazioni corrette alle mamme per non urtare la loro sensibilità ed invece NESSUNO si è fatto scrupolo con me a “darmi suggerimenti”, in nome di ciò che è comodo e comporta meno sacrificio per una madre e non di ciò che è bene per suo figlio?
Nessuno mai si è fatto particolari problemi a dirmi, con assoluta certezza, che dovevo dargli l’aggiunta di latte artificiale perché il mio latte “non gli bastava”, quando invece avrebbero dovuto dirmi che è proprio continuando a dargliela che il mio corpo NON avrebbe mai potuto produrre più latte … ora capisco che, essendo stato parte del mio corpo, il mio piccolo ha mantenuto con esso un rapporto privilegiato: infatti, solo lui poteva far produrre al mio corpo la quantità di latte necessaria a saziarlo, e ciò ha fatto solo attaccandosi quando voleva e fino a che voleva…
In caso contrario, resta la errata convinzione di non averne abbastanza, al contrario delle mamme che allattano e che spesso vengono definite “fortunate” perché ne hanno…
Ma perché non mi hanno detto che ci sono i cosiddetti scatti di crescita?
Ma perché ti scoraggiano (lo hanno fatto con i miei miseri 10, ma lo fanno anche con mamme che ne hanno ben di più) invece di spiegarti come funziona la domanda-offerta di latte? È così semplice, così naturale eppure pare di rivelare un segreto ineffabile …
Perché mi hanno fatto terrorismo psicologico con quel “Sta attenta che non prenda il vizio?” quando lungi dall’essere un vizio è nutrimento sì, ma anche amore, fiducia nel mondo e nel prossimo, attenzione, cura, sensibilità, coccole. Lo capisco da come mi guarda. Lo vedo da come mi accarezza mentre mangia. È tutto questo e molto ancora.
Perché non si parla del biberon o del ciuccio, come vizi….quelli cosa sono?
Perché mi hanno indotto a pensare di non aver latte o di non averne a sufficienza o che non fosse nutriente, quando sappiamo che il latte materno è di mille gusti a seconda di ciò che mangiamo noi, aiuta il bimbo ad apprezzarli ed a riconoscerli – perché no – nella fase dello svezzamento … che il latte materno è tanto dissetante inizialmente quanto nutriente.
Perché mi hanno indotto a lasciar stare, col mio preziosissimo “dieci” di latte, quando il latte materno è tutto ed ancor di più? Protegge. È un antibiotico naturale per il mio cucciolo.
È per questo che ho deciso di scrivere questa lunga (perdonatemi…) lettera, a voi, a tutte le mamme che vogliono trarre un po’ di coraggio da questa mia esperienza.
Perché noi mamme abbiamo una forza di cui non conosciamo la potenzialità.
Abbiamo un coraggio da leoni.
Se vogliamo possiamo farcela.
La forza ce la dà il nostro piccolo.
Vogliamo essere noi a togliere loro ciò di cui la natura ci ha forniti, proprio per i nostri cuccioli?
Io non pretendo di insegnare nulla. Non potrei. Né vorrei.
Io ho solo raccontato la mia esperienza, ed ora anche le mie sensazioni, le mie emozioni.
La sensazione che provo quando lo allatto, l’emozione che lui mi trasmette … io le auguro a tutte le mamme del mondo, perché siamo tutte parti di quella natura perfetta e magnifica che ad ognuno dona il meglio di sé e nulla fa mancare ai nostri cuccioli di uomo…
** SILVIA e EDOARDO **
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Esperienza di un Papa' di Nascere Meglio
24.01.2011 11:03Buongiorno Marilena,
sai chi sono vero!
Volevo ringraziarti fin da ora per averci accompagnato in questo percorso
fatto di crescita, di maturazione, di gioia e di esperienza di vita non
indifferente.
Si perchè penso sia una cosa bellissima riuscire a mettere al mondo una nuova
vita e per di più se questa vita è parte anche tua.
Nella vita ne ho passate molte pensavo d'esser una persona cresciuta e matura
anche rispetto ai miei coetanei, ma credimi questa nuova esperienza di vita,
non programmata come ben altre, mi ha travolto in una buffera di emozioni e di
felicità elevatissima e credo di esser solo al l'inzio di questo vortice che
dovrò ancora trovarmi al centro di tale emozioni dove sicuramente saliranno
nuovamente in maniera mostruosa.
In questo periodo ho avutomodo di confrontarmi con diversi genitori che hanno
attraversato questo momento tanto tempo addietro, e non so ma da molti mi son
sentito dire che il figlio è un peso un condizionare la tua vita in maniera
continua e che più avanti andrai più pensieri avrai.
Non so sicuramente sono una persona fuori dal normale , ma credimi questi 9
vesi passati in attesa del parto dal poter sentire la vita fra le tue mani e il
suo profumo non è stato altro che un riempirsi di emozioni e di felicità, il
figlio non deve esser vissuto come peso o come un qualcosa che ti limita la
vita , ma un riempirti la vita di gioie e di senso di vita stasso.
Insomma, volevo ringraziarvi per averci accompagnata in questa nuova e
bellissima esperienza e vorrei riuscire a GRIDARE a tutti i futuri padri di
star vicino alle proprie moglie e/o compagne che un'esperienza come questa
vissuta assieme e condivisa assieme in tutte le sue prospettive comprese i
corsi non fa altro che maturare, riempire, completare il nostro sapere inoltre
ti aiuta ad entrare in una sintonia molto forte con la compagna.
Grazie a tutto il gruppo "nascere meglio" spero che voi riusciate a
coinvolgere al 100% i futuri padri che non sanno cosa puo coinvolgere la
nascita di un figlio sia come padre che come coppia.
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Silvia sul Parto
24.01.2011 11:00Ciao a tutte! sono Silvia una ex pancia da pochi giorni: il mio bambino Federico è nato l'11 agosto scorso nell'ospedale di Mirano. Ho frequentato Nascere Meglio da marzo a luglio e volevo condividere con voi la mia esperienza relativa al parto perchè possa essere magari d'aiuto o d'interesse per qualcuna. Innanzitutto devo ringraziare le insegnanti per i preziosi consigli, i suggerimenti, le indicazioni utili e soprattutto per il completo percorso proposto alle "pance" per avvicinarsi all'esperienza del parto e della maternità. Devo aggiungere che
senza gli insegnamenti relativi alle tecniche di rilassamento e respirazione non avrei saputo come affrontare un parto che è stato lungo e molto "travagliato" (rottura del sacco in alto, 2 notti e 2 giorni con contrazioni e una dilatazione molto
molto lenta: dopo 24 ore di contrazioni forti ero dilatata di 1 cm!). Prima di frequentare questa Associazione
ero piuttosto spaventata all'idea del parto, del dolore, ecc..., poi invece grazie anche al confronto con altre pance ho acquisito maggiore sicurezza e tranquillità tanto da arrivare alle soglie del parto con grande serenità.
Come vi avevo accennato ho scelto di andare a partorire a Mirano poichè sono stata seguita dal primario
che era già il mio ginecologo prima della gravidanza.
Mi sembra utile riportare alcune osservazioni sull'equipe del reparto: solo una parte delle ostetriche, in particolare alcune dei turni diurni, si sono rivelate empatiche, di sostegno, ed attente ad accompagnarmi durante il travaglio e il parto.
Altre ostetriche, invece, del turno notturno, si sono rivelate
non solo assolutamente fredde e poco presenti, ma soprattutto squalificanti ed umilianti con frasi ed atteggiamenti che di certo non aiutano una primipara in particolare ad affrontare anche psicologicamente il percorso verso il parto
(questo l'ho vissuto in prima persona ma l'ho osservato anche nei riguardi di altre pazienti). Le richieste che abbiamo fatto in termini di taglio del cordone ombelicale a fine pulsazione è stata accolta senza difficoltà e senza alcuna dichirazione
scritta, tuttavia inizialmente avevano proposto la donazione del cordone a cui danno molta importanza e una maggiore priorità;
è stato favorito, almeno per quanto mi riguarda, l'allattamento rispettando le richieste che non venisse dato al bimbo alcun ciuccio, biberon o glucosata durante i periodi in cui i bimbi possono essere portati al nido.
Tuttavia ho potuto notare come queste prassi sono ancora molto automatiche e frequenti e non sempre l'atteggiamento di alcune puericultrici sembra essere a sostegno delle neo mamme.
Nella speranza di avervi fornito qualche utile informazione, mando un saluto a tutte le pance ed ex pance!!
Silvia A.
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Ilaria sul Diabete Gestazionale
24.01.2011 10:59Sono una futura mamma all'ottavo mese di gravidanza che attende con ansia l'arrivo della piccola Sofia Amelia previsto per il 20 ottobre. Approfitto di questo spazio, dedicato a noi pance, per raccontarvi in breve la mia esperienza con il diabete gestazionale, riscontratomi circa una ventina di giorni fa, sperando con questo di poter essere utile. Dopo aver fatto la curva glicemica e verificato che il secondo valore risultava uguale al limite , la mia ginecologa mi ha immediatamente consigliato di fare una visita dal diabetologo.
Passi la rottura delle varie trafile per fare una visita.......... medico di base, prenotazione (nel caso di diabete gestazionale non si poteva fare per telefono ma sono dovuta andare direttamente all'Angelo), ulteriori esami del sangue di controllo, ecc......., il giorno della vsita sono rimasta scioccata dalla velocità e dalla poca professionalità con cui sono stata trattata. Dunque, il medico che "mi ha visitata" ha guardato gli esami e stop, non mi ha chiesto quanti anni avevo, il peso, l'altezza, cosa mangiavo normalmente, insomma niente di niente, mi ha salutata dicendomi che avrei dovuto fare una dieta e che mi sarebbe stato spiegato tutto dall'infermiera. Bene l'infermiera si è limitata a darmi una fotocopia di una dieta da 1800 calorie, che quando l'ho vista ho deciso che mai e poi mai l'avrei seguita (pranzo - 70g pasta 50g pane 150g verdura - 100 g frutta 150g di carne e un cucchiaio di olio , per capirci con 100g di frutta non riesci a mangiare una pesca intera e 150g di verdura ti vengono 5 pomodorini cigliegini e un piattino di insalata------latte e latticini ridotti al minimo) e si è prodigata molto per spiegarmi il fiunzionamento della macchinetta per il test casalingo della glicemia, anche qui fine delle spiegazioni.
Quando sono uscita mi sono trovata con fotocopia e aggeggino infernale da usare, ma senza alcuna spiegazione su cosa avevo, quanto durava, perchè mi veniva prescritta una dieta così assurda per una gestante.............. Concludo dicendovi solo che se avete qualche dubbio su quello che vi viene prescritto, sulla gravità del vostro diabete gestazionale, informatevi altrove prima di seguire diete che potrebbero essere un danno per voi e per la salute del bambino, non fermatevi alla prima cosa che vi dicono anche perchè non è detto che sia la cosa giusta. Scriverò anche una lettera sia all'ambulatorio dove mi hanno visitata sia al distretto ULSS, e chissà che non possa essere utile per il futuro e per le mamme in attesa con il mio stesso problema.
Ilaria
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Monica sul Parto
24.01.2011 10:58Care pance,
Ci dispiace tanto non poter venire all’incontro di martedi’ per raccontare la nostra esperienza di parto (dico nostra perche’ il parto l’ho vissuto tutto con Francesco) cosi’ ho deciso di scrivervi un paio di righe su come e’ andata!
Venerdi’ notte 3 settembre ho dormito a Mestre dai miei suoceri perche’ avevo la visita anestesiologica da fare a Villa Salus alle 9.00 e volevo arrivarci senza troppi affanni. Intorno alle 7.00 di sabato mattina mi si sono rotte le acque ed e’ stata una sensazione bellissima (mi sentivo pronta e tranquillissima anche per l’incontro che avevamo appena fatto con Marilena su travaglio, parto e post parto) cosi’ con calma mi sono preparata per andare alla visita anestesiologica e ho chiesto a mio suocero di andare a prendermi la valigia a casa nostra a Venezia, giusto per sicurezza. Non avendo nessuna contrazione pensavo che mi avrebbero spedito a casa, ma invece non e’ stato cosi’. Ho capito dopo che per prassi se il sacco amniotico si rompe non ti possono spedire a casa (quindi consiglio: se potete e se le acque sono belle trasparenti come erano le mie, aspettate un po’ prima di partire… .)
Le prime contrazioni mi sono arrivate solo nel pomeriggio e ho dovuto aspettare fino alle 23.00 prima che si aprisse ufficialmente il mio travaglio….L’ostetrica che mi ha seguito (Veronica) e che ho avuto la fortuna di avere dall’inizio alla fine e’ stata assolutamente splendida. Sono rimasta senza parole a vederla al lavoro e ho veramente capito la differenza fra ginecologo e ostetrica. L’ostetrica, se avete la fortuna di incontrarne una cosi’, e’ nello stesso tempo una madre che accudisce, una sorella che comprende e che consola, un’ abile professionista rispettosa della tua voce e di quello di cui potresti aver bisogno, percio’ anche se il mio travaglio e’ stato veramente doloroso (avevo contrazioni spastiche non sempre regolari nella frequenza, e per le ultime 10 contrazioni ho dovuto prendere anche l’ossitocina) e’ stata un’esperienza incredibile, autentica e, si’, anche sospesa tra cielo e terra. Entrambi Francesco e Veronica mi hanno sostenuto per tutto il tempo. Francesco e’ stato incredibile (ha applicato tutto quello che abbiamo imparato nell’incontro per il parto, insomma da manuale, e mi ha dato una grande forza ed energia). Per quanto riguarda il come, la prima parte del travaglio l’ho fatta in acqua, poi sulla palla, poi ancora sullo sgabello olandese e solo infine (poiche’ le mie contrazioni erano ancora troppo poco ravvicinate) ho finito la fase espulsiva nel lettino. Che dire, se andate a Villa Salus e se potete, cercate di andare nella sala del parto in acqua, dove luci soffuse e colori aiutano molto il rilassamento. Una cosa divertente: nel murales di questa stanza sono rappresentati non solo delfini ma anche gabbiani e il mare, cosi’ senza troppa fatica ho potuto concentrarmi su due delle tre fasi di rilassamento finale imparate al corso… mancava solo l’albero (e spero che qualcuno prima o poi ce lo metta).
Quando Anna e’ uscita hanno purtroppo dovuto tagliare bruscamente il cordone perche’ c’e’ stata un po’ di sofferenza fetale, ma poi ho potuto attaccarla subito al seno (altra sensazione meravigliosa). Francesco da parte sua alla fine di tutto ha avuto un quasi svenimento. Mentre avevo la bambina fra le mie braccia lui era per terra emotivamente stremato. Si e’ alzato e ha detto: voi donne siete tutti dei grandi eroi per riuscire ad affrontare una tale violenza…Ma per me, per quanto doloroso un parto possa essere non e’ violento, ma una poesia alla vita che rifarei anche domani … beh, magari dopodomani ;).
Tantissimi saluti da due genitori felicissimi
Monica e Francesco
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Alessandra sulle Vaccinazioni
24.01.2011 10:57ciao a tutte
sono alessandra ex pancia e mamma di Marta che compirà 4 anni a gennaio prossimo
vi aggiorno brevemente sul discorso vaccinazioni
a marzo siamo stati convocati al tribunale dei minori in mezz'ora abbiamo chiarito (così almeno credevo) i motivi per i quali non abbiamo voluto vaccinare nostra figlia.
martedì scorso, quindi dopo 6 mesi, ho ritirato l'atto notificatomi dal tribunale dei minori e non credo a quello che leggo
ma, limitatamente alla somministrazione dell'antitetanica, ci affievoliscono la patria potestà incaricando il sindaco all'attuazione del decreto che si avvarrà degli operatori del servizio socio sanitario
questa cosa ha dell'incredibile!!!!!
ora non sappiamo bene come dobbiamo comportarci ma dopo giorni fatico ancora a credere che possano considerarci dei genitori che si comportano in maniera pregiudizievole nei confronti di nostra figlia. a mio avviso i genitori che decidono di non vaccinare i propri figli sono più responsabili e soprattutto più informati.
Un abbraccio a tutte voi e un abbraccio virtuale alle persone di PNM che come voi ben sapete sono meravigliose
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Orietta sulle Vaccinazioni
24.01.2011 10:56Ciao a tutte. Inoltro questo post su invito di Marilena per far conoscere la nostra esperienza per quanto concerne le vaccinazioni. La nostra piccola Maddalena ha 19 mesi e ora sta facendo l’inserimento al nido. Non l’abbiamo ancora vaccinata e le sue ottime condizioni di salute ci fanno molto riflettere (facendo soprattutto un confronto con i suoi coetanei figli di amici): in 19 mesi avrà preso 2-3 raffreddori e ha avuto la febbre per 2 sole mezze giornate, credo dovuta dai denti e “curata” (febbre a 38°) solo con Belladonna in granuli omeopatici. Ora voglio vedere la differenza con gli altri bimbi del nido quando quest’inverno ci saranno le solite influenze…. Proprio le maestre del nido (favorevoli ai vaccini) mi dicevano che i bimbi di oggi sono molto soggetti a convulsioni, e quindi appena sale loro la febbre gli somministrano la tachipirina (dopo aver sentito per tel i genitori) per evitare questo problema.
Mi piacerebbe sentire anche l'esperienza di qualche altro genitore di bimbo non vaccinato, visto che tutti nostri amici hanno invece preferito vaccinare i loro figli contro tutto e di più.
Ciao!
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Silvia sull'allattamento
24.01.2011 10:34Care mamme, volevo solo informarvi che non ho mollato e che ora, a distanza di un mese e mezzo dalla nascita del mio piccolo Edoardo, riesco ad allattarlo al seno per pasti interi, senza che lui richieda l'aggiunta del latte in polvere..le prime volte mi pareva impossibile, pensavo che la bilancia fosse sballata, che lui avesse problemi a deglutire il latte dal biberon..ed invece era semplicemente S A Z I O!!!
Pensare che sono partita con 10...e che una pediatra dell'ospedale mi aveva dato fiducia dicendomi:
"Guardi signora...se va avanti così per una settimana ancora, beh lasci proprio perdere... "
Vi confesso che io con 10 sono andata avanti ben più di una settimana (cocciuta) ma, grazie ai consigli di Marilena, ora ho la mia grande soddisfazione... o meglio: mio figlio mi ha dato la prima grande soddisfazione della nostra vita!!!
Non ho mai smesso di attaccarlo al seno e mi sono aiutata con alcuni prodotti. Premesso che la tisana al finocchietto, nel mio caso disperato, è stata poco più che acqua fresca, ho preso uno sciroppo in farmacia e delle bustine (non ricordo neanche il nome ma poco importa) in erboristeria: con queste aumentavo la produzione di poco ogni 10 giorni. Mi pareva già un gran risultato.
Ma il grande balzo in avanti l'ho fatto con un prodotto della OTI che si chiama FITOX 54.
Prendete nota!!
Prendendo questo prodotto - 40 gocce 3 volte al dì - ho aumentato la produzione in maniera veloce, un vero balzo.
Voglio condivider con voi questa mia esperienza perchè sono convinta che possa servire anche ad altre mamme.
Anzi lo spero proprio!!
Ah, un'altra cosa...sapevo che il latte materno sarebbe stato un toccasana per il mio piccolo e non ho mollato...ma non potevo minimamente immaginare la MAGIA dell'allattamento al seno...il rapporto intimo che si crea fra bimbo e mamma è unico, il legame che si crea nell'abbraccio ed il profumo del mio bimbo mentre mangia da me, parte di me...le sue manine che mi accarezzano, la sua faccina buffa quando si stacca da me, inebriato del latte che ha voracemente succhiato, finchè ne ha avuto la forza...rimarranno per sempre scolpiti nel mio cuore..
Grazie a mio marito e a mia mamma, che non hanno mai sottovalutato questa mia volontà, ed alle amiche che mi hanno incoraggiata!!!
Un grazie speciale a Marilena ed al suo CI DEVI CREDERE che si è rivelato una profezia!! SILVIA
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Lucia sulle Vaccinazioni
24.01.2011 10:30Ciao a tutti, anche noi genitori del piccolo Mattia, che ora ha tre mesi e mezzo, abbiamo deciso di non vaccinare nostro figlio.
Dopo quindici giorni che siamo usciti dall'ospedale siamo stati contattati da un'ostetrica del consultorio del distretto di Via Calabria (noi abitiamo a Chirignago) per poter fare una visita a casa nostra, se ovviamente lo volevamo. Noi abbiamo detto di si e la settimana successiva si è presentata a casa nostra. E' stato un colloquio piacevole dove lei ci ha chiesto se avevamo dei problemi con il piccolo, come stavamo e se avevamo dei dubbi o richieste di aiuto nella gestione del bimbo. Lei è stata molto gentile ascoltandoci per ben due ore. Abbiamo affrontato anche il discorso dei vaccini e devo dire che ci ha spiegato che secondo loro sono necessari, ma senza fare terrorismo. Alla fine di tutto ci ha fissato un appuntamento al consultorio per fare un colloquio con la dottoressa sull'argomento. Noi ci siamo presentati tutti e tre e devo dire che anche qui hanno cercato di convincerci che i vaccini sono importanti, chiedendoci quale fosse il motivo della nostra decisione, se per paura delle conseguenze o quant'altro. Siamo stati un'ora dove abbiamo parlato serenamente e loro hanno accettato la nostra decisione senza essere nè scontrose ed aggressive. Ah, era presente anche l'ostetrica che è venuta a casa. Quindi hanno compilato due moduli dove si dice che i genitori, consapevolmente informati, hanno deciso di non vaccinare il proprio figlio. Un foglio va all'ufficio igiene, il quale potrebbe chiamarci per effettuare un secondo colloquio, ma ci hanno detto che sicuramente non lo faranno, e l'altro al pediatra di base il quale attesterà che non sussistevano problemi fisici del bambino per il quale non potesse essere vaccinato. Dopodichè ci hanno salutato dicendoci che per qualsiasi cosa o ripensamenti loro sono sempre disponibili.
Ora devo dirvi che ci aspettavamo di trovare delle persone che avrebbero fatto di tutto per farci cambiare idea, ma invece non è stato così ed anzi ci hanno ringraziato per essere andati al colloquio, perchè tanti genitori non si presentano.
Io vi consiglio di andare al colloquio con vostro marito e mai uno dei due, così vedono che tutti e due siete convinti e non fanno leva su quello più debole, e soprattutto andate informati sui pro e contro dei vaccini, così da poter sostenere il discorso con loro.
Un bacio
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L'esperienza di Valeria all'ospedale di Mirano
24.01.2011 10:23Teresa non dorme ancora granché; così con mesi di ritardo siamo qui a raccontarvi l'esperienza meravigliosa della sua nascita.
Il giorno 13 Agosto verso le 7,00 del mattino si è rotto il sacco e così con molta calma ci siamo avviati verso l'ospedale di Mirano dove siamo giunti verso le 10,30 circa, ovviamente mi hanno visitata per accertare l'effettiva rottura e mi hanno ricoverata.. le previsioni del medico sono state: " signora si riposi, ci possono volere dalle 24 alle 48 ore...".
E chi voleva attendere tanto? Con Luca decidemmo di accelerare un po' le cose camminando e facendo alcuni esercizi con il bacino; in effetti, così facendo, già verso le 14 iniziarono le contrazioni seppur irregolari.
Alle 16 iniziò il travaglio e alle 17,44 nacque Teresa Adele.
Le ostetriche dell'ospedale miranese – in particolare Irene – mi hanno permesso di gestire come meglio credevo quei momenti – applicando i suggerimenti ricevuti al corso – e così il parto fu una ottima esperienza.
Al contrario, il rapporto con il nido e la pediatria è stata pessimo; nessuna indicazione sull'allattamento, più insistevo nel chiedere meno ottenevo risposta, pediatre che mi apostrofavano in un colloquio privato avvenuto a mezzanotte per aver chiesto di non dare latte in polvere a mia figlia e di non usare il ciuccio; integrazione data contro la nostra volontà (scoperta solo all'atto della dimissione).
Teresa è stata ricoverata pochi giorni dopo l'uscita dell'ospedale per l'ittero; per curarla mi hanno impedito di allattare al seno. Ciò e l'atteggiamento del nido e della pediatria mi hanno causato una estrema riduzione della produzione del latte e l'assuefazione di Teresa al biberon.
Solamente con estrema pazienza e grazie soprattutto ai consigli di Marilena, Tania e di Magda sono riuscita a riprendermi e a giungere dopo un mese e 10 giorni ad allattare Teresa al seno, senza neppure l'ausilio dei paracapezzoli che al nido di Mirano mi avevano imposto perché- a loro dire- il mio seno non sarebbe stato idoneo.
Non posso dunque che esprimere un parere negativo sul nido e sulla pediatria del nosocomio miranese.
Un abbraccio a tutte,
Valeria